Il favoloso mondo di Amélie

Buonasera, cari CouchLovers!

Il film che stasera consigliamo a voi, amanti del divano, è Il favoloso mondo di Amélie (titolo originale Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain). La pellicola, scritta e diretta da Jean-Pierre Jeunet ha come protagonista Amélie (Audrey Tautou), ragazza sognatrice che conduce una vita tranquilla lavorando in un café a Montmartre. Il giorno della morte della principessa Diana trova per caso una scatoletta contenente giochi e ricordi d’infanzia, e decide di restituirla al suo proprietario. La sua ricerca la porterà alla fine dall’uomo giusto: Dominique Bretodeau. Colpita dalla sua reazione, decide di impiegare il suo tempo aiutando la gente. Nel frattempo, la ragazza incontrerà Nino (Mathieu Kassovitz), giovane ragazzo il cui hobby è collezionare fototessere che sono state gettate via, e se ne innamora. Sarà grazie a lui che Amélie avrà finalmente l’occasione di fare del bene a se stessa, oltre che agli altri. Ad incoraggiarla sarà “l’Uomo di vetro” (vicino della ragazza, costretto a casa a causa di un’eccessiva fragilità delle ossa) che le lascerà un bellissimo messaggio di incoraggiamento.

Degni di nota sono sicuramente la colonna sonora di Yann Tiersen e i bellissimi scorci di Parigi che questo film ci offre!

Buona visione!

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L’attimo fuggente

Buona domenica, cari CouchLovers!

Per voi, amanti del divano, stasera consigliamo L’attimo fuggente (titolo originale: Dead Poets Society). Il film del 1989 è diretto da Peter Weir e ha come protagonista Robin Williams nella veste del professor John Keating.

L’insegnante di lettere viene trasferito nel severo collegio maschile Welton. Il professore si fa subito notare per i suoi metodi d’insegnamento non convenzionali e tenta di stimolare i suoi alunni. I suoi modi Immagineconfidenziali e aperti colpiscono molto il giovane Neil Perry (Robert Sean Leonard), il cui talento e sensibilità sono fortemente condizionati dalla severità del padre.

Il giovane viene a sapere che il professore un tempo aveva fatto parte della “Setta dei Poeti Estinti”, composta da studenti che si riunivano la notte per leggere le opere di grandi poeti come Walt Whitman. Affascinato dalla vicenda, il ragazzo incoraggia gli amici a fare altrettanto. Incoraggiato dal suo insegnante, Neil cercherà di seguire le sue aspirazioni di attore, ottenendo una parte per lo spettacolo di Sogno di una notte di mezza estate.

Questa ventata di novità non sarà però accettata con benevolenza e questo causerà delle conseguenze per i personaggi. Nonostante tutto, questo film è un inno alla libertà e un incoraggiamento a rompere dagli schemi e a guardare le cose con un’ottica diversa. Un film che incoraggia a non accettare passivamente le norme imposte, ma a pensare e a guardare le cose con un giudizio critico.

Ve lo consigliamo vivamente…buona visione!

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BRIGHT STAR

Una giornata grigia di inizio autunno, l’estate sembra ormai lontana e scende inevitabilmente quella sottile malinconia che si insinua tra i pensieri. Si potrebbe avere l’impulso di scappare da questa pesantezza dello spirito, di trovarsi qualcosa da fare, occupare in altro modo la mente. Oppure si può andare in fondo a questo sentimento, alimentarlo in un certo senso, perché non tutto quello che non è allegro o leggero è negativo, anzi è lampante come tristezza, malinconia, rabbia o amore disperato abbiano ispirato alcuni dei maggiori artisti di sempre.

Se volete scavare all’interno delle emozioni, dargli uno spessore maggiore, un vocabolario più preciso, guardate, ascoltate e lasciatevi trascinare da Bright Star!locandina

Fulgida Stella era Funny Brawne, l’amata musa di John Keats, celebre poeta romantico. A noi sono giunte, oltre alle sue straordinarie poesie, le lettere appassionate che inviava alla sua amata. Ed è proprio su queste lettere che la regista Jane Campion (vincitrice della Palma d’Oro al Festival di Cannes per Lezioni di Piano) basa il suo ultimo lavoro; un film dolce, romantico come richiede il periodo storico trattato, ma mai scontato o troppo smielato. Funny (Abbie Cornish) e John(Ben Whishaw) trascinano e commuovo, legati da un amore struggente, ostacolato, ma totalizzante, che ispira le più belle parole del poeta e scioglie l’animo razionale dell’amata.

“Vorrei quasi che noi fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d’estate, tre simili giorni con voi li colmerei di tale delizia che 50 anni comuni non potrebbero mai contenere”. bright_star 3

Nelle orecchie risuonano le parole del poeta e la bellissima colonna sonora, nel cuore rimane il calore del profondo amore e negli occhi riverberano le immagini meravigliose del film. bright-star 2

http://www.youtube.com/watch?v=0e-5Eu5DyM4

http://www.youtube.com/watch?v=yL3bCHLl_18

Blow

Ciao a tutti, cari CouchLovers!

Stasera vi proponiamo Blow, film del 2001 diretto da Ted Demme.

La pellicola racconta la storia vera di George Jung (Johnny Depp), giovane ragazzo cresciuto in una famiglia in cui il padre (Ray Liotta)  non riusciva a guadagnare il necessario per garantire lo stile di vita desiderato dalla madre. ImmagineTrasferitosi in California, George comincia a spacciare marijuana. Grazie all’aiuto di alcune hostess, tra cui la sua fidanzata Barbara (Franka Potente), riuscirà ben presto a estendere il traffico anche nella East Coast, ottenendo un grande successo. Questo traffico sarà però denunciato dalla madre di George (Rachel Griffiths) e il ragazzo verrà condannato al carcere. Nel frattempo, Barbara muore di cancro e George incontra Diego (Jordi Molla), che gli propone di estendere la sua attività al traffico di cocaina, procurandogli dei contatti con alcuni importanti rivenditori colombiani. Questa nuova attività si rivelerà presto di grande successo. Grazie al nuovo giro di conoscenze, George conoscerà Mirtha (Penelope Cruz), che sposerà e da cui avrà una bambina: la piccola Kristina. Purtroppo questo non durerà molto per George che sarà tradito da Diego e perderà tutto,  anche la sua famiglia. Toccante è soprattutto il rapporto con la figlia, persona che George ama più di qualsiasi altra cosa.

Come sempre, non vi sveleremo il finale…ma ci limitiamo ad augurarvi una buona visione!

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Midnight in Paris

Ciao a tutti, cari CouchLovers!

Ecco un piccolo consiglio per voi, amanti del divano 🙂

Il film che oggi consigliamo è Midnight in Paris, commedia del 2011 scritta e diretta dal grande maestro del cinema Woody Allen.

Se siete amanti della “Città dell’amore”, potrete sicuramente apprezzare le bellissime vedute che questo film offre.

Immagine Gil (Owen Wilson) è uno sceneggiatore di successo in vacanza a Parigi con la sua fidanzata Inez (Rachel McAdams) e i genitori di lei. Gil però non è soddisfatto; è un inguaribile romantico, amante di Parigi e in cerca di ispirazione per completare il suo primo romanzo, ma in questo viene fortemente scoraggiato da Inez e dalla sua famiglia.

Una notte, passeggiando in solitudine per la strade della città, Gil accetta un passaggio da una macchina d’epoca e viene improvvisamente catapultato negli anni venti, da lui considerati l’epoca d’oro della civiltà. Qui incontrerà alcuni tra i più grandi artisti dell’epoca, da Francis Scott Fitzgerald (Tom Hiddleston) a Salvador Dalì (Adrien Brody), da Ernest Hemingway (Corey Stoll) a Pablo Picasso (Marcial Di Fonzo Bo). Oltre a questi e altri grandi uomini di cultura, Gil conoscerà la bella Adriana (Marion Cotillard), di cui si innamorerà. Dopo quella pazza notte, Gil verrà nuovamente catapultato nel XXI secolo. A partire da quel momento, si recherà nel luogo dell’incontro tutte le sere, dove, a mezzanotte, passerà una macchina d’epoca che gli farà rivivere quel viaggio surreale nell’epoca passata.

ImmagineUna sera, passeggiando per le strade di Parigi con la bella Adriana, il protagonista vedrà una bella carrozza che li inviterà a salire. I due verranno così catapultati nella Belle Époque, epoca sognata da Adriana, che non vuole più tornare negli anni venti per vivere nella sua epoca d’oro. Sarà proprio in questo momento che Gil avrà un’intuizione, che rappresenta il messaggio che il regista vuole trasmettere al suo pubblico.

Sarà impossibile non rimanere affascinati e travolti da questo viaggio surreale e dal rivivere il fascino di epoche passate e dell’atmosfera magica e perduta di una Parigi nel pieno del suo fervore culturale.

Come sempre, il regista riesce a trattare temi importanti e comunicare messaggi pieni di significato tramite l’ironia e tramite un film leggero e piacevole da vedere.

Speriamo che piaccia anche a voi…buona visione 🙂

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Inception

Sogno o realtà?

È su questo interrogativo che si gioca l’ultimo film di Christopher Nolan Inception.

Domenic Cobb (Leonardo Di Caprio) si occupa di estrarre segreti dalla mente delle persone infiltrandosi nei loro sogni. Dopo aver fallito un’estrazione dalla mente di Saito (Ken Watanabe), riceve da questo un interessante incarico: infiltrarsi nella mente di Robert Fischer (Cillian Murphy), erede del rivale in affari di Saito Maurice Fischer (Pete Postlethewaite), per innestare in lui l’idea di dividere l’impero economico del padre dopo la sua morte. In cambio, Saito offre a Cobb la possibilità di poter tornare dai suoi figli negli Stati Uniti, da dove è dovuto scappare perché accusato dell’omicidio della moglie Mal (Marion Cotillard). Per compiere la sua missione, Cobb, insieme al suo socio Arthur (Joseph Gordon-Levitt), avrà bisogno di una squadra di professionisti e chiamerà al suo fianco il falsario Eames (Tom Hardy), in grado di cambiare aspetto all’interno dei sogni, il chimico anestesista Yusuf (Dileep Rao) e Arianna (Ellen Page), brillante studentessa di architettura che avrà il compito di progettare la struttura del sogno. La squadra metterà in atto una strategia di sogno condiviso, nella quale tutti parteciperanno,  strutturata su tre livelli di sogno e messa in atto durante il volo Sydney- Los Angeles, tratta che Fischer percorre abitualmente.

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Ovviamente non sta a noi svelarvi il finale, ma possiamo darvi solo un piccolo consiglio: prestate una grande attenzione a tutti i particolari e non date nulla per scontato…anche l’aspetto più insignificante può rivelarsi fondamentale per la comprensione del film e per rispondere alla domanda “Sogno o realtà?”

Buona visione!

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«È una festa la vita, viviamola insieme» (8 ½)

Ciao a tutti!

Da pochi giorni è in programmazione nelle sale cinematografiche Che strano chiamarsi

imm felliniFederico la pellicola diretta dal maestro Ettore Scola che omaggia il regista di e La dolce vita in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa. Io consiglio di mettersi comodi (che ci piace sempre molto!) e gustarsi questo racconto- ritratto di un grande maestro italiano, Federico Fellini realizzato però da un testimone privilegiato, un suo amico e allievo, Scola appunto. Egli ci racconta e svela , attraverso un mosaico di divertenti aneddoti uno di dei geni, artisti per cui il mondo ci ha ammirato e ci ammira, uno di quegli individui dal fascino e il carisma intramontabili perché in grado di produrre capolavori quindi pezzi unici e irripetibili, che forse solo gli “addetti ai lavori” conoscono ma che invece non dovremmo perderci!. È un film fatto di ricordi, frammenti, momenti e impressioni sparse, ricostruiti e girati a Cinecittà e alternati a materiali di repertorio d’epoca, scelti dagli archivi delle Teche Rai e dell’Istituto Luce. Pezzi di storia, quindi, di realtà,  passata ma bella che forse ci fa venire nostalgia o voglia di averla vissuta. ll prossimo 31 ottobre saranno trascorsi vent’anni dalla morte di Federico Fellini. Il regista riminese può essere considerato uno dei più grandi registi italiani di tutti i tempi, anche e soprattutto alla luce dei cinque premi Oscar vinti nella sua luminosissima carriera e il cinema italiano non ha mancato di commemorarlo, chi soprattutto ha avuto il privilegio di fare cinema con lui. fellini1

Una grande amicizia quella tra i due maestri, un legame sviluppato negli anni in cui il nostro cinema, autorialmente, è ancora rimasto insuperato. «Federico Fellini per me era un Pinocchio – spiega Scola- aveva quest’animo da burattinaio che è dovuto ai suoi sentimenti, alle piccole cattiverie, è un ritratto dell’italiano esecrabile ma adorabile. Fellini leggeva sempre quel libro, il più grande romanzo italiano»….. Così era Federico Fellini, un eterno allegro che ha mischiato allegria, riflessione e potenza immaginaria nei suoi film, che il mondo intero ancora studia. Fellini è l’incarnazione del sogno del cinema e nel cinema nei suoi mille lati, dai gioiosi (8 1/2) a quelli più nostalgici (il finale de La dolce vita). A vent’anni dalla morte, Scola dice: «Anche chi non ha mai visto film di Fellini è stato fabbricato dalla sua visione del mondo come chi non ha mai letto Leopardi è comunque condizionato dalla sua poesia.» Con questa pellicola ci ha regalato una descrizione dell’uomo e dell’artista…con tutte le sue sfumature, di un “grande Pinocchio” che non è mai divenuto un “bambino perbene” …che è interessante e curiosa, da non perdere! Scola

È guardando la vita di questi personaggi così prolifici e creativi che mi viene voglia di fare della mia vita un capolavoro, di sfruttare al meglio tutte le mie risorse mettendole al servizio degli altri e spero che sia così anche per voi.

Allego qui anche il trailer, giusto per dare un’occhiata! 🙂

http://www.youtube.com/watch?v=3xi8u9l3Lyw

Le ali della libertà

Buongiorno, cari CouchLovers!

Per questo sabato di inizio settembre vi consigliamo un film da non perdere: Le ali della libertà (titolo originale: The Shawshank Redemption).

Andy Dufresne (Tim Robbins) viene condannato a due ergastoli per l’omicidio della moglie e dell’amante, malgrado egli proclami la sua innocenza. Viene trasferito al carcere di Shawshank dove, dopo un periodo iniziale trascorso in disparte, fa amicizia con gli altri detenuti, in particolare con Ellis Boyd Redding (Morgan Freeman), che viene chiamato Red.

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Le competenze in campo finanziario di Andy (ex vice-direttore di banca) fanno sì il direttore del carcere Samuel Norton (Bob Gunton) gli affidi un incarico nella contabilità e gli dia un impiego in biblioteca, che Andy riuscirà ad ampliare e renderà la migliore biblioteca carceraria dello Stato, motivo di svago e arricchimento culturale per i detenuti, alcuni dei quali saranno aiutati da Andy nello studio per conseguimento del diploma.

Una storia di amicizia vera, che dimostra come piccole azioni possano rendere migliore la vita di persone in difficoltà. Questa pellicola, nonostante la drammaticità di alcuni eventi, è un messaggio di speranza per tutti, un incoraggiamento a scegliere la vita, anche nelle situazioni più difficili.

Da ricordare è sicuramente il passaggio in cui Andy afferma: «La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai».

Speriamo che questo film lasci questo messaggio anche a voi!

Aspettiamo consigli e commenti…buona visione!

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Vicky Cristina Barcelona

Ciao a tutti, cari CouchLovers!

Oggi vi proponiamo un film fresco ed estivo: Vicky Cristina Barcelona.

La pellicola, scritta e diretta da Woody Allen nel 2008, narra le avventure estive di Vicky e Cristina, due ragazze americane che decidono di trascorrere l’estate a Barcellona.

Le due sono molto diverse tra loro: Vicky (Rebecca Hall) è molto razionale e difficilmente si lascia andare, mentre Cristina (Scarlett Johansson) è alla continua ricerca di nuove passioni e ama lanciarsi in nuove avventure.

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Il loro soggiorno viene sconvolto dall’incontro con il pittore Juan Antonio (Javier Bardem), che propone loro di trascorrere un weekend a Oviedo. Lasciatasi trascinare dall’amica Cristina, Vicky accetta di partire per questo breve viaggio, nel quale, in compagnia di Juan Antonio, verrà a conoscenza della sua parte irrazionale e passionale, trascorrendo (nonostante il suo fidanzamento con Doug) una notte con l’affascinante pittore.

L’avventura viene lasciata alle spalle da entrambi, ma Vicky mantiene vivo il ricordo di quel weekend passato insieme.

Nel frattempo, Juan Antonio inizia una frequentazione con Cristina, che presto si trasferisce da lui. La loro relazione verrà sconvolta dall’arrivo di María Elena (Penelope Cruz, ruolo che le è valso l’Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2009), ex moglie di Juan Antonio che, a causa di problemi mentali, alloggerà a casa loro e stravolgerà la vita della coppia.

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La pellicola, di cui non vi sveleremo il finale, è caratterizzata da una serie di eventi comici e divertenti, il tutto con un tocco ironico che solo Woody Allen sa dare!

Meravigliosi sono anche i bellissimi scorci di una Barcellona estiva e assolata che, chissà, ad alcuni di voi potranno ricordare le vacanze appena passate!

Aspettiamo i vostri commenti e vi auguriamo una buona visione!

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To the Wonder

Ciao  CouchLovers!

Dato che come me vi ostinate a scegliere il divano a qualsiasi altra cosa..vi offro una valida scusa  per rimanerci! Vi propongo un film diverso, che per me è quasi sempre sinonimo di bello, un film originale nel conformismo del cinema americano, che più del solito coinvolgerà tutti i vostri sensi e vi parlerà nel profondo. È l’ultimo lungometraggio dell’enigmatico regista Terrence Malick, laureato in filosofia ad Harvard e vincitore della palma d’oro a Cannes nel 2011 con “The tree of life“, ora nelle sale con “To the Wonder“; Insieme alla sincerità e all’originalità, altri elementi fondamentali del suo cinema sono il romanticismo e la spiritualità: due caratteristiche che lo rendono ostico al pubblico smaliziato, e spesso cinico, che oggi affolla le sale cinematografiche. Malick non scende a compromessi e segue un cammino che sa di percorrere in solitudine: una luce gli sta facendo strada. Speriamo non si spenga mai. Dopo aver conquistato le platee del mondo con il capolavoro The Tree of Life, interpretato dalla splendida coppia Chastain/Pitt, il maestro eremita e solitario torna a parlare dell’uomo, la creatura che più lo affascina in assolutoe quindi, come  nel resto della sua non lunga filmografia, parla di amore, OK!!declinato stavolta secondo quelli che – sintetizzando brutalmente – potremmo definire i canoni del cinema sentimentale.

Una  coppia s’innamora sullo sfondo di Parigi, la città perfetta, e viaggia sino alla “meraviglia dell’Occidente”, Mont Saint-Michel(da qui il titolo)e sono all’apice della loro storia d’amore: Neil (Ben Affleck) è un uomo in crisi che, a un certo punto, sente il bisogno di tornare negli Stati Uniti, in Oklaoma, dove fa l’operatore ambientale; Marina lo segue con la bambina avuta dal suo primo e giovanile matrimonio. In America l’idillio finisce, manca qualcosa nella loro relazione, lui non la ama abbastanza, lei ama troppo: il visto scade e la donna torna a Parigi. In seguito, il protagonista rincontra una vecchia amica della sorella, Jane (Rachel McAdams), ed esplode una nuova passione; anche in questo caso, dopo un periodo altamente passionale, l’amore si va assopendo e tutto finisce, mentre Marina preme per rientrare negli Usa. Le loro vite s’intrecceranno con quelle di padre Quintana (il maestoso Javier Bardem), un prete lacerato da una fede che non sente più incrollabile. L’amore coniugale è la base del discorso malickiano, ma siamo ben lontani dal film strappalacrime o dall’opera suicida e senile di un vecchio maestro. Il regista texano piega alle sue visioni cliché e tempistiche di questa tipologia di narrazione cinematografica: basta vedere come sono resi i passaggi dall’innamoramento all’idillio, dalla crisi alla separazione e poi daccapo, come un circolo vizioso dal quale uomini e donne non riescono a uscire. I personaggi, e con essi il regista, si interrogano sulla forza e fragilità dell’amore, mentre un sacerdote in crisi  parla direttamente con Cristo, chiedendogli di manifestarsi. Temi alti, trattati in maniera spudoratamente diretta, che esaltano gli ammiratori del regista e infastidiscono i detrattori. È un’affascinante, imperfetto e vivido capolavoro, come i precedenti senza dubbio per il rapimento e la bellezza misteriosa della fotografia di Lubezki, capace di catturare cromatismi e di inquadrare immagini di ineffabile splendore (La lirica fotografia di Emmanuel Lubezki è d’innegabile bellezza;), poiché qui risiede il potere del cinema malickiano, quella di dare corpo alle emozioni umane: come accade nell’entusiasmante incipit (la cronaca dell’innamoramento), girato sulle rive di Mont Saint-Michel, luogo magico esaltato anche dalle scelte di una vibrante colonna sonora. L’assenza di Dio e la presenza dell’amore sono i due poli del mondo creato da Malick in questo film, un mondo percepito come in uno stato di trance o di delirio, nel quale la questione di Dio offre un senso all’immediato, terribile problema di riuscire a conoscere completamente un altro essere umano. Malick descrive tutte queste relazioni intrecciate, la sfida dell’amore con deliberata bellezza e attenzione pittorica. Scava sotto la superficie e raggiunge “l’anima” del bisogno. Si chiede, come noi, ma senza darci risposte se bisogna affrontare questa realtà con l’amore o la disperazione..è più interessato alle domande profonde che alle risposte e ci fa entrare in sintonia profonda con i suoi personaggi e i loro sentimenti, sicuramente ci comunica l’incanto che egli continua ad avere, come me, di fronte alla meraviglia dell’esistenza.

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