Into the Wild ‒ Nelle terre selvagge

« Happiness is real only when shared. »

« La felicità è reale solo se condivisa. »

Oggi vi proponiamo un film che vi darà sicuramente molti spunti di riflessione sul senso della vita: Into the Wild ‒ Nelle terre selvagge.

Questa pellicola, scritta e diretta da Sean Penn, è tratta dal romanzo di Jon Krakauer Nelle terre estreme (titolo originale: Into the Wild), che narra della vera storia di Christopher McCandless.

Il giovane, dopo aver conseguito la laurea in scienze sociali, decide di disfarsi di tutti i suoi beni materiali per intraprendere un viaggio negli Stati Uniti, durante il quale farà diversi incontri che lo arricchiranno, e che terminerà nei territori ostili dell’Alaska, dove Christopher vivrà in stretto contatto con la natura selvaggia del territorio e in piena solitudine, sopravvivendo con lo stretto necessario e cibandosi di bacche e selvaggina.

Non vi sveleremo il finale; ci limiteremo soltanto a dire che il film offre innumerevoli spunti di riflessione sulla ricerca della felicità e ci fa apprezzare il coraggio di un ragazzo che ha deciso di non voler rinunciare a quello che dovrebbe essere lo scopo della vita di tutti noi (anche se molto spesso ce ne dimentichiamo!) e decide di vivere a modo suo, non seguendo le regole imposte dalla società che a lui non piacevano. Immagine

Ognuno potrà interpretare il film a modo suo, approvando o no le scelte del protagonista. Una cosa è sicura: guardare questa pellicola vi darà sicuramente modo di pensare.

Potrete inoltre godere della vista di paesaggi meravigliosi e di una bellissima colonna sonora composta da musiche e canzoni originali di Eddie Vedder.

Magistrale l’interpretazione dell’attore californiano Emile Hirsch, che interpreta i panni del protagonista, ruolo per il quale ha perso ben 20 chili e si è cimentato in diverse attività estreme senza l’ausilio di stuntmen.

Noi vi abbiamo dato delle buone ragioni per vedere questo film, ora aspettiamo le vostre opinioni!

Buona visione!

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PINA

“Tanzt, tanzt … sonst sind wir verloren”                           pina-3d-locandina-film

“Dance dance … otherwise we are lost”

“Danziamo danziamo … altrimenti siamo perduti”

E’ questa la citazione più famosa di una delle coreografe più importanti della storia della danza, Pina Bausch. Citazione usata anche nella locandina del film dedicato a lei dal regista Wim Wenders dal titolo “Pina”.

L’amicizia tra il regista e la coreografa è datata 1985, un legame forte che porterà subito i due a progettare una commistione tra i rispettivi campi artistici. Nasce così l’idea di girare un film nutrito dalla danza innovativa della coreografa. Il progetto però non riesce a concretizzarsi poiché, per il regista, i mezzi e le tecniche a sua disposizione non sono  “all’altezza” della poetica, della forza scenica racchiusa nella danza di Pina e soprattuto non sono in grado di catturare la dimensione spaziale in cui la danza si concretizza.

Soltanto dopo aver visto il film concerto “U2 3D”, il regista intuisce che il 3D è la tecnica ideale per trasportare il teatro danza sullo schermo. I due progettano tre giorni di riprese con i ballerini del Wuppertal Tanztheater come raccordo iniziale del progetto. A pochi giorni dall’inizio delle riprese però, Pina muore di cancro. E’ il 30 giugno 2009. La sua scomparsa è uno shock sia per la compagnia che per il regista che annulla la tornata di riprese e vede sfumare l’idea di girare un film con Pina.

Saranno poi i ballerini stessi a ricontattare il regista e spingere perché il film si realizzi ugualmente. Dal fare un film con Pina, Wim Wenders arriverà a fare un film per Pina, dedicato a lei e soprattutto a tutte le emozioni che ha saputo trasmettere.

“Pina” è nelle sale nel 2011, un film spettacolare nel vero senso della parola. Cattura stralci dei suoi spettacoli, alternandoli a commenti dei suoi ballerini (ognuno nella sua lingua) e piccole strutture coreografiche da loro dedicatele. Interessantissimo vedere come ognuno di loro abbia giovato in modo diverso della presenza, dei consigli e della direzione di Pina non solo nell’ambito della danza ma anche in quello personale.

“Quando lavoravi con Pina ti sentivi sempre qualcosa di più di un essere umano”.

Questo il commento di uno dei suoi ballerini. Ed è la stessa cosa che ho sentito io vedendo i suoi spettacoli e il film; senti muoversi delle emozioni importanti, senti toccate delle corde intime.81339

Tutto ciò è frutto non del caso e neanche solo del talento, ma di una lunga attesa e un duro lavoro. Per riuscire a catturare i movimenti dei ballerini e restituirli nello schermo con così tanta verità, Wim Wenders ha dovuto superare parecchi ostacoli e inventarsi nuove strategie per aggirarli. E’ infatti un pioniere assoluto in questo genere di film; non solo nella modalità di ripresa delle scene, ma anche nelle macchine da presa utilizzate. Usandone alcune simili a quelle usate da James Cameron per Avatar il risultato era disastroso: quando i ballerini si muovevano, nello schermo comparivano due, tre o quattro braccia. Per superare queste e altre difficoltà Wenders ha dovuto costruire una specie di dinosauro, una gru che sorreggesse una piattaforma molto pesante sulla quale erano posizionate due macchine da presa, una sopra all’altra….insomma un marchingegno finalizzato a riprendere la realtà come se fosse vista dall’occhio umano. Ma non solo, le riprese venivano fatte sia da fuori la scena dove si muovevano i danzatori, sia nel palco, in mezzo a loro. Infatti, come afferma il regista in molte interviste, la macchina da presa danzava insieme ai ballerini, tutta la troup conosceva a memoria le coreografie cosicché si potevano muovere in mezzo a loro senza intralciare lo svolgimento dello spettacolo.Balanchine/Brown/Bausch (saison 2010-2011)

Sicuramente la tecnica del 3D gioca un ruolo fondamentale per la piena fruizione del film, ma vi consiglio comunque di vederlo se non altro come arricchimento personale! E se non vi siete mai interessati di danza, posso anche assicurarvi di aver visto persone al di fuori del mondo della danza commuoversi di fronte a questo film; per ciò non esitate, se vi sentite in vena o anche no, Pina vi conquisterà! 🙂

Allego qui il link del trailer direttamente dal sito di Wim Wenders:

http://www.wim-wenders.com/movies/movies_spec/pina/pina.htm

L’appartamento spagnolo

Ciao a tutti!

L’estate è tempo di partenze e di nuove esperienze, ed oggi vi consigliamo un film che parla proprio di questo: L’appartamento spagnolo (titolo originale L’Auberge espagnole).

È la storia di Xavier, giovane studente parigino di economia che decide di passare un anno a Barcellona tramite il progetto Erasmus.

È qui che il ragazzo si trova a dividere l’appartamento con una belga, un tedesco, un’inglese, un danese, un italiano e una spagnola, e quest’esperienza sarà per lui fondamentale per conoscere nuove culture, ma anche per conoscere meglio se stesso!

Sicuramente chi ha avuto la fortuna di vivere un’esperienza del genere potrà (comodamente disteso/a nel proprio divano, ovviamente!) ritrovarsi nei racconti del protagonista e nelle dinamiche di quella pazza casa, sorridendo al racconto della suddivisione del frigorifero, dei turni delle pulizie, ma anche dei bellissimi momenti di  complicità e condivisione passati insieme!

Un film internazionale a tutti gli effetti, nel quale potrete sentir parlare (oltre all’italiano) catalano, spagnolo, inglese, danese e tedesco!

Niente male anche la colonna sonora…ecco un piccolo assaggio!

http://www.youtube.com/watch?v=u5CVsCnxyXg

Chissà…magari guardando questo film verrà voglia di fare un’esperienza del genere anche a voi!

Aspettiamo i vostri commenti, buona visione!

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VENUTO AL MONDO

Luglio 2012. Treno regionale da Roma ad Ancona. In una delle carrozze di seconda classe c’è una ragazza con un libro in mano o meglio, c’è un libro che sta dominando una ragazza. È in lacrime ma nessuno sembra accorgersene. È completamente catapultata dentro la guerra del 1992 a Sarajevo. Gemma, Diego e gli altri personaggi di quel libro prendono vita nella sua mente: agiscono, si muovono e si disperano. Sono lì a Sarajevo, quasi come fantasmi in mezzo ad una città distrutta, metafora del loro sconvolgimento interiore. Sono innamorati dalla prima volta che si sono visti proprio lì a Sarajevo nel 1984; da allora hanno superato diverse difficoltà per poter vivere il loro amore, ma ciò che desideravano di più gli viene negato. La loro unione non può creare niente, i numerosi aborti spontanei e l’impossibilità di adottare trainano entrambi in una vita trascinata, senza scopo. Alla fine di questa caduta senza appigli l’unico spiraglio di luce è affittare il corpo di un’altra donna. Ma anche questa possibilità remota non riesce a prendere forma. Solo alla fine si riuscirà a stabilire un equilibrio, anche se conquistato con molte sofferenze.

Quella ragazza sono io un anno fa e quel libro è Venuto al mondo di Margaret Mazzantini.

Settembre 2012. Al The Space Cinema di Piazza Barberini una giovane coppia è seduta al centro di una sala quasi vuota. Lei si accomoda nella poltrona con impazienza. Durante tutto il film non scambiano neanche una parola, lei è troppo presa da questa storia, lui capisce che tocca delle corde del suo cuore per lui inarrivabili. E’ Venuto al Mondo anche l’adattamento cinematografico del libro; regia di Sergio Castellitto, con Penelope Cruz e Emile Hirsch. E’ un buon film, fedele al libro e a se stesso. Il Diego di Emile Hirsch è molto coinvolgente mentre la Gemma di Penelope Cruz delude la mia interpretazione della protagonista.

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Ma non voglio influenzare il vostro giudiziose del libro e del film, per ciò buona visione e buona lettura. O meglio buona lettura e buona visione perché, come si sa, sempre meglio leggere prima il libro e poi approcciare il film.

e giusto per capire se è il vostro genere di film, se vi può interessare, ecco il link del trailer:  http://www.youtube.com/watch?v=uMfnG_m67kc

e se volete approcciare il libro ma siete ancora indecisi se vale la pena comprarlo ecco un link da cui potete leggere le prime pagine:  http://www.librimondadori.it/content/download/27313/1607519/

Sono ovviamente benvenuti commenti e impressioni!

Quasi amici – Intouchables

Ciao a tutti!

Scriviamo per darvi qualche consiglio per queste torride giornate d’agosto da passare in compagnia del condizionatore e di un buon film!

Il film che vi proponiamo oggi è Quasi Amici (titolo originale: Intouchables) film francese del 2011 ispirato alla vera storia del tetraplegico Philippe Pozzo di Borgo e del suo aiutante domestico Yasmin Abdel Sellou.

Storia di una bellissima amicizia, questo film è la prova di come il rapporto con gli altri (anche quando questi sono molto diversi da noi) possa costituire una fonte di arricchimento continuo.

Ambientata nella bellissima Parigi, questa pellicola vi farà ridere, commuovere e vi lascerà tanta gioia nel cuore!

Non resta che augurarvi una buona visione e…buone vacanze!

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Roma città aperta

“Non è difficile morire bene, è difficile vivere bene.”

Oggi vi proponiamo quello che viene considerato il manifesto del Neorealismo e uno dei capolavori del cinema mondiale: Roma città aperta.

La pellicola fu diretta da Roberto Rossellini nel 1945 e il titolo fa riferimento alla condizione della città di Roma, dichiarata Città aperta (cioè ceduta alle forze nemiche senza combattimenti per poterne evitare la distruzione) il 14 agosto del 1943.

Con questo film sarà possibile rievocare gli avvenimenti di quel tempo e le vicende della Resistenza…un bel modo per rinfrescare la nostra memoria storica, cosa che non guasta mai!

Memorabile anche il cast, dove compaiono nomi di spicco come Anna Magnani e Aldo Fabrizi, che ci regalano delle splendide interpretazioni!

Con la speranza che il film vi piaccia, vi auguriamo una buona visione e aspettiamo commenti e suggerimenti!

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